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Il binomio innovazione sostenibilità in vista del G7 di Taormina: l'articolo del Ministro Petri, Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani del MAECI


logo del G7 2017 di Taormina


di Fabrizio Petri
Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani del MAECI


Lo scorso dicembre, in occasione della “Giornata Mondiale per i Diritti Umani”, il CIDU (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani) ha presentato in Italia il primo “Piano d’Azione quinquennale su Impresa e Diritti Umani (2016-2021)”. Dopo la Gran Bretagna, l’Italia è il secondo Paese del Gruppo G7 ad aver adottato un Piano d’Azione su tale materia, ed uno dei pochi al mondo ad averlo fatto. Il Piano pone pertanto il nostro Paese nel drappello di testa degli Stati più attenti a questa nuova branca dei Diritti Umani.

Si tratta di una duplice sfida. Da un lato a livello interno si pone quale momento di svolta culturale, prima ancora che economica e sociale, giacché impone una visione innovatrice in cui i diritti umani sono in prospettiva chiamati ad entrare nel cuore del sistema imprenditoriale. Dall’altro, con questo Piano, l’Italia potrà concorrere ulteriormente a fornire il suo fattivo contributo alla costruzione di una governance economica globale che si pone come uno dei più importanti temi dello scenario internazionale.

L’attuazione del Piano, d’altra parte, si iscrive proprio nel quadro del più ampio orizzonte previsto dai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile. L’Italia è un protagonista importante di tale processo grazie anche al contributo di cui è portatrice la società civile attraverso la pluralità delle sue espressioni. E’ nostro fermo intento, nel dare attuazione al Piano, privilegiare proprio quegli aspetti che lo legano maggiormente alla visione dei “2030” a cominciare, per esempio, dall’obiettivo numero 8 in tema di “lavoro decente”.

Alla luce di queste prospettive ed ambizioni, assume particolare valore il rapporto con la “International Chamber of Commerce” (ICC) giacché essa è interprete delle istanze internazionali più avvertite sui temi dello sviluppo sostenibile e dell’impresa etica. Siamo infatti pienamente consapevoli che le sfide del futuro su questi temi sono legate alle competenze degli attori primari ed alla formazione delle categorie professionali più coinvolte.

D’altra parte, si tratta di un percorso nuovo ed innovativo avviato nel 2011, quando il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità i “Principi Guida su Impresa e Diritti Umani”, che costituiscono lo strumento operativo del “Quadro ONU: Proteggere, Rispettare e Rimediare”. A tale approccio anche l’Unione Europea ha aderito con convinzione, invitando gli Stati membri a sviluppare appositi “Piani d’Azione” per affrontare e gestire l’attuazione dei “Principi”.

Per quanto riguarda il nostro Paese, teniamo in particolare a sottolineare che il processo che è sfociato nell’elaborazione del Piano ha visto il pieno, costante e fattivo coinvolgimento di una pluralità di soggetti, a cominciare da quelli istituzionali (tra cui numerosi Ministeri), ma anche del settore privato (rappresentati di organizzazioni imprenditoriali ed imprese), organizzazioni non governative, sindacati…

La società civile, dal suo canto, ha potuto dare il suo prezioso contributo al Piano, anche partecipando a una consultazione pubblica indetta su internet con lo specifico scopo di estendere al massimo la platea degli attori da coinvolgere in tale processo.

L’adozione del Piano rappresenta un impegno del nostro Paese a promuovere politiche atte a garantire il rispetto dei diritti umani in tutte le attività di natura economica. In assenza di politiche coerenti e soprattutto senza una presa di coscienza e contestuale impegno del settore privato per tutelare e sostenere i predetti diritti, lo sviluppo economico non potrà tradursi in maggiore benessere diffuso.

Una particolare attenzione è posta nel Piano verso le categorie più vulnerabili, con particolare riferimento a donne, minori, persone con disabilità, migranti e richiedenti asilo, persone appartenenti a minoranze etniche e religiose, persone LGBTI. E’ una sensibilità che trova riscontro nella crescente e ampiamente sentita esigenza di adoperarsi, in un momento di crisi economica, a favore delle fasce più deboli. Si tratta di un approccio che ben risponde al famoso principio “nessuno deve essere lasciato indietro” a cui si ispira la filosofia degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile che non a caso hanno come primo fondamentale obiettivo di eliminare la povertà in tutte le sue forme.

In conclusione, si ritiene che l’International Chamber of Commerce ed il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU), nel quadro delle dinamiche globali a cavallo tra “G7”, Governance globale e “Agenda 2030”, potranno sviluppare importanti sinergie anche in considerazione del significativo respiro internazionale dell’ICC, in un contesto in cui il multilateralismo resta un veicolo fondamentale per un armonico sviluppo delle relazioni internazionali.


Fabrizio Petri
Laureato in giurisprudenza, è diplomatico di carriera. Ha svolto servizio nelle Ambasciate d’Italia a New Delhi e Parigi, mentre al Ministero si è occupato, fra l’altro, dei Paesi dell’Europa Centrale. E’ stato fra gli organizzatori della Presidenza Italiana del G8 nel 2009. Attualmente riveste il grado di Ministro Plenipotenziario e dal 1° settembre 2016 è Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU).
Autore di saggi sulla nonviolenza e sul dialogo interculturale, coniuga il pensiero orientale e l’opera del Mahatma Gandhi al pensiero liberale di Popper e Berlin ed alla psicologia analitica di Jung e Hillman. Ha pubblicato, con Moretti & Vitali, “Karma Aperto” (2012) e “Dharma Aperto” (2014). Scrive su riviste nazionali ed internazionali e partecipa a Conferenze e incontri sui temi della nonviolenza.


linea colori SDGs

RISORSE CORRELATE

Copertina del documento Piano d'Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani Piano d'Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani
Promosso dal Comitato interministeriale per i diritti umani (CIDU) del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale (MAECI) ed elaborato con il contributo di ICC Italia.
 scarica il documento Piano d'Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani


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