Verona, 11 aprile 2016 – Dopo il successo della prima edizione, AssoBirra – insieme a partner illustri – ha lanciato la seconda edizione della “Guida per l’Export della birra”, una bussola per orientarsi tra i regolamenti complessi di 69 Paesi e un valido supporto per affacciarsi sui mercati esteri che, grazie ad esportazioni che nel 2015 hanno superato i 2 milioni e mezzo di ettolitri, appaiono sempre più importanti per i produttori di birra italiani.

La Guida è stata presentata, con il patrocinio del Mipaaf – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e alla presenza di rappresentanti di tutti i partner istituzionali che vi hanno collaborato, presso l’area dell’Agenzia ICE, all’interno del Vinitaly di Verona, lunedì 11 Aprile 2016 alle ore 15,30.
La “Guida Export per la birra italiana”, curata dal dott. Carlo Schizzerotto, ha visto il contributo di partner d’eccezione come il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; il Ministero per lo Sviluppo Economico/Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per la parte relativa alla tutela della proprietà industriale; tutti gli uffici dell’Agenzia I.C.E., per l’attività di coordinamento e reperimento delle informazioni necessarie ad esportare la birra nei vari paesi del mondo; ICC Italia per quanto concerne le condizioni di resa internazionali Incoterms®, la contrattualistica internazionale e la risoluzione delle controversie; il Brewers of Europe per aver fornito la documentazione relativa ai livelli comunitari delle accise e dell’IVA; il Banco Popolare per l’illustrazione dei vari strumenti a disposizione dell’esportatore in termini di pagamenti internazionali, per le problematiche di pagamento nei vari paesi e per la tematica del rischio di cambio; la Società Assicurazioni Commercio Estero per l’illustrazione degli strumenti a tutela del credito internazionale; Retimpresa per le descrizione del contratto di rete a sostegno dell’internazionalizzazione; la società Easy Frontier per la parte relativa alle pratiche doganali; il Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra per l’esperienza in termini di analisi sanitarie per l’export.

Il dato delle esportazioni del 2015 mostra una crescita di circa il 17% rispetto al 2014, evidenziando un forte apprezzamento delle birre nostrane oltre i confini nazionali e bilanciando, almeno in parte, una stagnazione dei consumi nazionali degli ultimi 10 anni. Di contro, anche l’import continua a rimanere alto: sono stati infatti quasi 7 i milioni di ettolitri importanti nel 2015, pari a un incremento del 12,17% rispetto all’anno precedente. Grazie all’ottima performance dell’export, quindi, il saldo delle partite correnti risulta migliorato (+4,1%), ma il bilancio rimane comunque sfavorevole dato che per ogni birra che esportiamo ne importiamo quasi tre.

Allargare il proprio mercato puntando all’export, quindi, diventa sempre più una necessità, soprattutto per i birrifici più piccoli.
La “Guida Export per la birra italiana” mira, da un lato, ad analizzare le principali problematiche legate all’esportazione, permettendo una visione d’insieme delle informazioni necessarie e degli strumenti a disposizione per competere con successo nei mercati internazionali; dall’altro, crea un desk di esperti nelle varie aree d’interesse, in grado di fornire il supporto necessario alle aziende per avviare o portare avanti con successo il processo d’internazionalizzazione dell’impresa.

ICC Italia, come illustrato dal Segretario Generale Prof. Avv. Maria Beatrice Deli in occasione della presentazione a Vinitaly, ha curato i capitoli dedicati alle Regole Incoterms®, ai contratti internazionali e alla risoluzione delle controversie, al fine di promuovere un corretto utilizzo di questi strumenti ICC, che – se sapientemente amministrati – possono essere di grande ausilio per gli operatori internazionali.