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Commissione Taxation: fiscalità internazionale, competitività e nuove sfide per le imprese
23 Ottobre 2026
Commissione Taxation ICC Italia, riunione del 21 ottobre 2026

La Commissione Taxation di ICC Italia, nel corso della riunione del 21 ottobre, ha approfondito alcuni temi centrali e novità normative della fiscalità nazionale e internazionale, con particolare attenzione ai loro effetti sulla competitività delle imprese multinazionali e sull’operatività dei gruppi con presenza in più Paesi. Sui diversi temi, sono emerse esigenze ricorrenti e condivise: maggiore certezza interpretativa, semplificazione degli adempimenti, coordinamento tra ordinamenti e possibilità di pianificare gli investimenti e l’organizzazione aziendale su basi prevedibili.

Global Minimum Tax: gli effetti del pacchetto Side-by-Side sulla competitività

Roxana Tames Delgado (Enel SpA) ha illustrato le principali novità del pacchetto Side-by-Side dell’OCSE e le possibili conseguenze per i gruppi multinazionali europei rispetto ai concorrenti statunitensi.

Il pacchetto modifica il coordinamento di alcune regole della Global Minimum Tax, in particolare quelle relative all’Income Inclusion Rule e alla Undertaxed Profits Rule, senza eliminare il ruolo delle imposte minime domestiche qualificate (QDMTT). Sono inoltre previste semplificazioni e modifiche relative agli incentivi e ai regimi transitori. Restano tuttavia da chiarire diversi aspetti applicativi, anche in relazione alle disposizioni attuative italiane.

Dal confronto è emersa una forte convergenza tra i rappresentanti delle imprese sulle difficoltà operative che i gruppi stanno affrontando. In particolare, la corretta classificazione delle entità estere — soprattutto nei sistemi fiscali caratterizzati da regole diverse da quelle europee — richiede un’attività complessa di mappatura e un coordinamento stretto tra le funzioni fiscali, amministrative e di controllo di gestione.

Per le imprese, la sfida è quindi duplice: comprendere gli effetti delle nuove regole sulla propria posizione fiscale e gestire gli adempimenti in un contesto normativo ancora in evoluzione. La semplificazione potrà produrre benefici effettivi solo se accompagnata da indicazioni applicative chiare e da un coordinamento coerente tra i diversi sistemi.

Digital Services Tax: scenari europei e incertezze per le imprese

Il Presidente della Commissione, Paolo de’ Capitani di Vimercate (Studio Uckmar), ha approfondito il quadro della tassazione dei servizi digitali, alla luce delle tensioni commerciali internazionali e del dibattito sulle risorse proprie dell’Unione europea.

In Italia, l’imposta sui servizi digitali continua a rappresentare un tema concreto per le imprese interessate, anche in vista del versamento dell’acconto previsto per il 30 novembre. A livello europeo, è stata ripresa l’ipotesi di una possibile imposta comune, ma il percorso resta incerto, sia per la mancanza di una proposta definita sia per le divergenze tra gli Stati membri.

Un aspetto rilevante riguarda la destinazione del gettito: nelle ipotesi discusse in sede europea, le entrate potrebbero essere attribuite integralmente al bilancio dell’Unione, con possibili implicazioni per le risorse oggi incassate dagli Stati membri. Si tratta di un elemento importante per valutare gli effetti di un eventuale nuovo assetto fiscale, oltre alle questioni relative al campo di applicazione e all’aliquota.

Per le imprese, il tema resta dunque legato alla necessità di monitorare gli sviluppi normativi e commerciali, valutando per tempo i possibili impatti degli interventi nazionali ed europei.

Ritenute sui pagamenti transfrontalieri: più spazio alla sostanza e alla semplificazione

Raniero Spaziani (Epta Refrigeration SpA) ha esaminato gli orientamenti relativi alla documentazione necessaria per beneficiare delle esenzioni dalle ritenute sui pagamenti transfrontalieri, con particolare riferimento alla certificazione della residenza fiscale e alla possibilità di acquisire la documentazione anche successivamente al pagamento.

Il tema interessa direttamente i gruppi con partecipate internazionali, per i quali la raccolta tempestiva dei certificati e degli altri documenti richiesti può comportare oneri amministrativi significativi. L’evoluzione interpretativa illustrata nel corso della riunione valorizza la funzione probatoria della documentazione, distinguendola dal possesso preventivo quale condizione formale per il riconoscimento del beneficio, ferma restando la necessità di dimostrare la sussistenza dei requisiti previsti.

Nel dibattito è stata richiamata anche la rilevanza di questo orientamento per le clausole contrattuali di gross-up, che disciplinano gli effetti economici delle ritenute e gli obblighi delle parti in materia di documentazione. È stato sottolineato che la gestione del rischio fiscale e le responsabilità del soggetto che effettua il pagamento continuano a richiedere un’attenta valutazione, soprattutto nei gruppi che operano in regime di adempimento collaborativo.

Il confronto ha evidenziato il valore concreto di un’applicazione della normativa maggiormente orientata alla semplificazione degli adempimenti, senza rinunciare ai necessari presidi di controllo. In prospettiva, la certificazione digitale e automatica della residenza fiscale prevista dalla direttiva FASTER potrebbe ridurre alcuni oneri, mentre per le imprese non quotate e di dimensioni minori resterà importante evitare che la compliance documentale diventi sproporzionatamente onerosa.

Lavoro da remoto oltre confine: servono regole chiare per imprese e lavoratori

Raffaele Russo (Chiomenti) ha approfondito le implicazioni fiscali del lavoro da remoto svolto da uno Stato diverso da quello in cui ha sede il datore di lavoro, distinguendo tra lavoro stabile dall’estero, modalità ibride, periodi di workation e situazioni che coinvolgono consulenti o amministratori.

Le casistiche possono sollevare questioni diverse per il datore di lavoro e per il lavoratore: dalla possibile configurazione di una stabile organizzazione all’attribuzione dei redditi e agli obblighi di sostituzione d’imposta, fino alla residenza fiscale e all’applicazione di regimi agevolativi, come quelli per gli impatriati e per i nuovi residenti. La gestione dei giorni di lavoro svolti in Italia può inoltre incidere sulla valutazione della territorialità del reddito e sul rispetto delle condizioni previste dai regimi fiscali.

Il confronto ha fatto emergere una difficoltà comune alle imprese: l’incertezza interpretativa può indurre le aziende ad adottare policy restrittive, limitando la possibilità per dipendenti e dirigenti di lavorare temporaneamente dall’Italia, anche quando si tratta di soggiorni brevi o di attività svolte senza una presenza aziendale strutturata nel Paese.

Tra le possibili soluzioni discusse sono state richiamate indicazioni preventive dell’Amministrazione finanziaria, procedure più rapide per ottenere chiarimenti, soglie de minimis e criteri semplificati per le attività preparatorie o ausiliarie. È stata inoltre evidenziata l’utilità di criteri pratici per valutare le attività svolte e i relativi rischi, anche in materia di transfer pricing.

Un esempio concreto riguarda le policy aziendali sui dipendenti che lavorano temporaneamente dall’estero: la tracciabilità delle attività e le cautele sulle operazioni che possono incidere sulla conclusione di contratti diventano elementi importanti nella gestione del rischio. È emersa quindi l’esigenza di un quadro applicativo più prevedibile, che consenta alle imprese di adottare comportamenti conformi senza rinunciare inutilmente alla flessibilità organizzativa.

Riforma fiscale e competitività: le proposte di Assonime

In chiusura, Barbara Denora e Giorgio Bonanno (Assonime) hanno presentato le principali direttrici delle proposte rivolte al legislatore in vista della legge di bilancio, con l’obiettivo di rafforzare la produttività e l’attrattività del sistema italiano.

Le proposte si concentrano su tre ambiti: migliorare gli incentivi pubblici, favorire l’impiego del risparmio privato nel capitale di rischio delle imprese e rimuovere gli ostacoli fiscali agli investimenti e alla crescita.

Tra le esigenze evidenziate dalle imprese vi è quella di disporre di incentivi non soltanto adeguati sotto il profilo quantitativo, ma anche stabili e prevedibili nel tempo. La frequente modifica delle misure e la loro durata limitata possono infatti rendere più difficile pianificare gli investimenti. È stata richiamata, in questo senso, l’importanza di strumenti come il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo, insieme alla possibilità di rafforzare il quadro europeo e la certezza preventiva per chi investe.

Un secondo ambito riguarda il finanziamento delle imprese: convogliare una parte maggiore del risparmio privato verso il capitale di rischio potrebbe contribuire a rafforzarne la patrimonializzazione. In tale prospettiva, sono state richiamate le proposte relative ai conti di investimento e al mercato dei capitali, compreso il possibile ridisegno del credito d’imposta per la quotazione, valutando anche il sostegno ai costi di mantenimento dello status di società quotata.

Il confronto ha inoltre richiamato interventi di semplificazione e rimozione degli ostacoli fiscali che non richiedono necessariamente nuove risorse pubbliche. È emersa la necessità di tradurre la condivisione degli obiettivi generali in misure concrete, tenendo conto dei vincoli di bilancio e dell’esigenza di offrire alle imprese un quadro stabile nel quale programmare le proprie scelte.

Il valore del confronto tra imprese e professionisti

Il confronto tra imprese e professionisti ha permesso di mettere in luce criticità operative ed esigenze condivise, facendo emergere il valore dello scambio di esperienze nell’affrontare questioni fiscali complesse e in continua evoluzione.

La Commissione Taxation di ICC Italia offre uno spazio di dialogo per condividere competenze ed esperienze operative, individuare la convergenza su problematiche comuni e far emergere proposte che tengano conto delle esigenze delle imprese. Un contributo utile anche per alimentare il confronto sulle politiche fiscali nazionali e internazionali, valorizzando il punto di vista di chi ne affronta quotidianamente gli effetti.

Per maggiori informazioni sulla prossima riunione della Commissione
contatta Barbara Triggiani | Senior Policy Manager ICC Italia

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