Le politiche fiscali dovrebbero sostenere la crescita economica e lo sviluppo sostenibile, non indebolirli. Tuttavia, una nuova proposta in discussione in ambito ONU sulla tassazione dei servizi rischia di produrre effetti controproducenti, in particolare per le economie in via di sviluppo.
La proposta – nota come Articolo 12AA – consentirebbe ai Paesi di applicare ritenute fiscali su tutti i servizi transfrontalieri, anche nei casi in cui il fornitore non abbia una presenza fisica nel mercato di destinazione. Un cambiamento che potrebbe alterare in modo significativo il funzionamento del commercio internazionale dei servizi.
Secondo un recente studio ICC–Oxford Economics, questa misura presenta una criticità sostanziale. Sebbene l’Articolo 12AA potrebbe generare fino a 7 miliardi di dollari di gettito fiscale attraverso le ritenute, tali entrate verrebbero annullate dalle perdite indirette causate dalla riduzione degli scambi di servizi, dal calo degli investimenti diretti esteri e dal rallentamento della crescita economica.
Per le economie in via di sviluppo, l’impatto complessivo si tradurrebbe in perdite nette stimate in 241 milioni di dollari all’anno, con effetti negativi su occupazione, competitività e attrattività degli investimenti.
Alla luce di questi risultati, ICC sottolinea la necessità che, prima di adottare l’Articolo 12AA o disposizioni fiscali analoghe, i governi conducano valutazioni di impatto economico approfondite, per garantire che le politiche fiscali siano coerenti con gli obiettivi di sviluppo, crescita e integrazione nell’economia globale.
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