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Riunione della Commissione Customs and Trade Facilitation di ICC Italia
21 Marzo 2025
Riunione della Commissione Customs and Trade Facilitation di ICC Italia
La Commissione Customs and Trade Facilitation di ICC Italia ha analizzato l’impatto delle nuove politiche tariffarie USA, le prospettive per l’export italiano e le riforme doganali. Focus sulle tensioni commerciali globali e strategie per le imprese.

Martedì 18 marzo si è tenuta la riunione della Commissione Customs and Trade Facilitation di ICC Italia, presieduta da Sara Armella (Armella & Associati) e coordinata da Filippo Mancuso (Assonime), focalizzata sui temi di maggiore attualità per il commercio nazionale e internazionale, con particolare attenzione all’impatto delle nuove politiche tariffarie degli Stati Uniti, alle prospettive per l’export italiano e alle recenti riforme doganali. La discussione ha messo in evidenza le conseguenze economiche della crescente tensione commerciale globale, l’incertezza che questa comporta per le imprese e la necessità di adottare strategie di diversificazione. La seconda parte dell’incontro ha visto un focus sulle questioni operative relative alla riforma doganale italiana, con interventi delle imprese e delle associazioni di categoria.

Il Nuovo Corso della Politica Commerciale USA: Cosa aspettarsi?

Dopo l’introduzione di Barbara De Donno (Segretario Generale di ICC Italia), John Bescec (Microsoft, Chair della ICC Global Customs & Trade Facilitation Commission) ha analizzato l’impatto della nuova amministrazione statunitense sulle relazioni commerciali globali. Il nuovo corso della politica commerciale USA, caratterizzato da un forte protezionismo (“America First”) che mira a ridurre il deficit commerciale, attirare investimenti, promuovere la produttività interna e rafforzare la sicurezza nazionale, si è tradotto, tra l’altro, nell’imposizione di dazi a specifici Paesi, quali Canada, Messico e Cina, e prodotti. L’ultima ondata di dazi, già in vigore o minacciati, e le ritorsioni che non si sono fatte attendere – ad eccezione del Messico che punta su negoziati e nuovi sbocchi – stanno generando un quadro di forte incertezza e tensione nel commercio internazionale, a cui tutti gli Stati interessati sono pronti a reagire per difendere i propri mercati e i propri lavoratori.

Prospettive del Commercio Estero per il 2025: Diversificazione e Nuove Opportunità

Con il rischio di una crescente instabilità nelle relazioni con gli Stati Uniti, diventa cruciale per le imprese italiane esplorare nuove opportunità nei mercati emergenti, come quelli del Golfo, dell’Asia e del Sud America, per ridurre la dipendenza da un solo mercato e proteggere il proprio business dalle fluttuazioni geopolitiche. Alessandro Terzulli (Chief Economist, Impact & ESG – Global Economics, Impact & ESG SACE) ha, infatti, sottolineato come la diversificazione dei mercati di esportazione possa essere la chiave per il futuro per garantire crescita e stabilità alle imprese italiane, suggerendo l’opportunità di investire in logistica avanzata, digitalizzazione e innovazione per poter competere in un panorama globale sempre più complesso.

Lo stallo del WTO e le misure a disposizione dell’UE

L’evoluzione della politica commerciale di Trump rispetto a quella di Biden e i rischi e i benefici per l’economia interna americana, nonché la risposta dell’Europa sono stati, invece, al centro dell’approfondimento offerto da Giorgio Sacerdoti (Of Counsel, CBM & Partners). Passando da misure settoriali a restrizioni globali con finalità geopolitiche, l’amministrazione Trump sta facendo ricorso all’uso di dazi reciproci e dell’IVA all’importazione come barriera tariffaria: queste le nuove sfide al commercio internazionale, mentre perdura il blocco dell’organo d’appello del WTO per la risoluzione delle controversie commerciali. La risposta dell’Unione Europea prevede due strumenti: il regolamento di Enforcement, che consente all’UE di applicare contromisure in caso di imposizioni, di dati o altre misure restrittive, e l’Anti-Coercion Instrument, che consente più ampiamente all’UE di rispondere immediatamente a misure restrittive ingiustificate di altri Paesi. Dal punto di vista strategico, invece, sarebbe opportuno e lungimirante puntare sugli accordi di libero scambio, da poco firmati o accelerare la conclusione di quelli ancora in corso di negoziato, con quei Paesi che possono rappresentare nuovi mercati di sbocco alternativi agli Stati Uniti, come ad esempio quello con l’India.

Riforma doganale nazionale

Un focus particolare è stato dedicato alla prima applicazione della riforma doganale nazionale, con il coinvolgimento diretto di imprese e associazioni per condividere le principali problematiche operative riscontrate. Sebbene la riforma fosse inizialmente fonte di preoccupazione per le imprese, il decreto correttivo del 13 marzo ha introdotto misure di mitigazione, tra cui l’innalzamento delle soglie sanzionatorie e il ravvedimento operoso. Resta comunque la necessità di monitorare attentamente l’applicazione della normativa per garantire un’effettiva semplificazione.

L’incontro si è concluso con la programmazione dell’agenda 2025 della Commissione, che prevede, tra i temi che saranno trattati, un focus sul riordino, in dirittura d’arrivo, delle accise.

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