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Regole di origine e codici doganali: ICC propone un allineamento per semplificare il commercio internazionale
15 Ottobre 2026
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Con l’entrata in vigore del nuovo Sistema Armonizzato prevista per il 1° gennaio 2028, ICC invita le amministrazioni doganali ad aggiornare le regole di origine degli accordi di libero scambio, preservando gli impegni negoziati e riducendo costi e incertezze per le imprese.

Gli accordi di libero scambio offrono alle imprese importanti opportunità per ridurre i dazi e facilitare l’accesso ai mercati internazionali. Per beneficiare delle agevolazioni tariffarie previste, tuttavia, le merci devono soddisfare specifiche regole di origine, che stabiliscono in quale Paese un prodotto può essere considerato originario.

Un problema sempre più rilevante emerge quando i codici utilizzati per classificare le merci cambiano nel tempo, mentre i riferimenti contenuti negli accordi commerciali restano legati a versioni precedenti della nomenclatura doganale. Questa mancata corrispondenza può rendere più complessa la verifica dei requisiti e ostacolare l’effettivo utilizzo delle preferenze tariffarie.

Per affrontare questa criticità, la International Chamber of Commerce (ICC) ha pubblicato il policy paper Keeping rules of origin aligned with changing tariff codes, che propone indicazioni concrete per mantenere aggiornate le regole di origine degli accordi di libero scambio senza modificarne la sostanza.

Il costo della mancata corrispondenza

Il riferimento internazionale per la classificazione delle merci è il Sistema Armonizzato (Harmonized System – HS), utilizzato dalle amministrazioni doganali di tutto il mondo. Le sue revisioni periodiche rispecchiano l’evoluzione dei prodotti e dei flussi commerciali, ma richiedono anche un aggiornamento coerente dei riferimenti tariffari contenuti negli accordi commerciali.

Secondo ICC, a livello globale potrebbero essere interessate da questi aggiornamenti oltre 50.000 regole di origine specifiche per prodotto nell’ambito degli accordi di libero scambio.

Le conseguenze sono concrete: quando la classificazione doganale utilizzata nelle dichiarazioni non coincide con quella richiamata dall’accordo, le imprese devono ricostruire la corrispondenza tra codici e requisiti applicabili. Ne derivano maggiori oneri amministrativi, costi di conformità e incertezza sulla possibilità di accedere ai benefici tariffari.

La complessità pesa soprattutto sulle micro, piccole e medie imprese e sugli operatori che commerciano nell’ambito di più accordi di libero scambio. ICC richiama inoltre un dato significativo: nel 2022, circa 1.000 miliardi di dollari di scambi potenzialmente ammissibili a un trattamento tariffario preferenziale non ne hanno beneficiato.

HS 2028: un’opportunità per intervenire

La prossima revisione del Sistema Armonizzato, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2028, rappresenta un’occasione per affrontare il problema in modo sistematico.

ICC sottolinea l’importanza della cosiddetta technical rectification: un aggiornamento tecnico dei riferimenti ai codici doganali che consenta di mantenere le regole di origine allineate alla nuova nomenclatura, senza alterare i requisiti sostanziali concordati dalle parti.

L’obiettivo è preservare gli impegni negoziati, assicurando che gli accordi continuino a funzionare come previsto anche quando cambiano i sistemi di classificazione delle merci.

Le quattro priorità indicate da ICC

Per rendere questo processo più efficace, il policy paper individua quattro priorità rivolte alle amministrazioni doganali:

  • Garantire la neutralità degli aggiornamenti tecnici. Le modifiche ai riferimenti tariffari devono limitarsi ad adeguare la nomenclatura, senza introdurre cambiamenti sostanziali nei requisiti di origine già negoziati.
  • Rafforzare le competenze e la collaborazione con il settore privato. Le amministrazioni dovrebbero disporre delle capacità tecniche necessarie per gestire gli aggiornamenti, coinvolgendo le imprese e gli operatori interessati.
  • Sfruttare gli strumenti esistenti, la trasparenza e la tecnologia. Un uso più efficace degli strumenti disponibili e una comunicazione chiara degli aggiornamenti possono agevolare l’applicazione delle regole e ridurre l’incertezza per gli operatori.
  • Integrare meccanismi di rettifica tecnica nei futuri accordi. Prevedere procedure di aggiornamento fin dalla progettazione degli accordi di libero scambio permetterebbe di gestire le revisioni future in modo più ordinato e prevedibile.

Regole di origine aggiornate per accordi commerciali più efficaci

Per ICC, mantenere allineate le regole di origine ai cambiamenti della nomenclatura doganale è essenziale affinché gli accordi di libero scambio continuino a generare benefici concreti per le imprese.

Un approccio coordinato e trasparente può contribuire a ridurre gli oneri amministrativi, migliorare la certezza giuridica e rendere più accessibili le preferenze tariffarie, soprattutto per le aziende di dimensioni più contenute.

Con l’avvicinarsi dell’entrata in vigore dell’HS 2028, ICC invita quindi le amministrazioni doganali ad avviare per tempo gli interventi necessari, affinché l’evoluzione dei codici tariffari non diventi un ostacolo al commercio internazionale.

Consulta il policy paper ICC

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