La nuova indagine globale della FIT Alliance rileva una crescita nell’utilizzo delle electronic Bills of Lading (eBL). Per accelerare la digitalizzazione del commercio internazionale, la priorità è garantire che documenti e dati possano circolare in modo sicuro e fluido tra piattaforme, Paesi e operatori diversi.
La digitalizzazione del commercio internazionale continua a guadagnare terreno. Nel 2026, il 51,1% degli intervistati utilizza le polizze di carico elettroniche (electronic Bills of Lading, eBL), in modo esclusivo o in parallelo con i documenti cartacei, rispetto al 49,2% del 2024 e al 33% del 2022.
È quanto emerge dalla nuova indagine globale della FIT Alliance (Future of International Trade), la coalizione fondata dalla International Chamber of Commerce (ICC), BIMCO, Digital Container Shipping Association (DCSA), International Federation of Freight Forwarders Associations (FIATA) e Swift, in collaborazione con Shanghai Maritime University e Digital Supply Chain Institute (DSCI).
I risultati confermano la progressiva diffusione dei documenti commerciali elettronici, ma evidenziano anche un cambiamento nelle priorità del settore: superati alcuni degli ostacoli iniziali legati al riconoscimento giuridico, la sfida è oggi rendere le soluzioni digitali interoperabili e utilizzabili su larga scala.
eBL: un acceleratore della trasformazione digitale
La polizza di carico è un documento fondamentale nel commercio marittimo internazionale, con funzioni legate alla ricevuta delle merci, alla prova del contratto di trasporto e, quando applicabile, al titolo rappresentativo delle merci.
La sua versione elettronica può contribuire a semplificare e velocizzare i processi documentali, migliorare la qualità dei dati e ridurre costi e inefficienze operative.
L’indagine 2026 conferma il valore riconosciuto dalle imprese a questa trasformazione: il 93,8% degli intervistati considera le eBL un fattore abilitante della più ampia digitalizzazione del commercio, un dato sostanzialmente in linea con il 94% registrato nel 2024.
Tra i principali benefici individuati figurano la maggiore rapidità di elaborazione, una gestione documentale più efficiente, la migliore accuratezza dei dati e il rafforzamento della sicurezza. A questi si aggiungono i risparmi derivanti dall’efficienza dei processi e dall’eliminazione dei costi di corriere. Circa due terzi degli intervistati riconoscono inoltre l’importanza dei benefici ambientali, legati alla riduzione dell’utilizzo di carta e delle emissioni associate al trasporto dei documenti.
La crescita dell’adozione esclusiva delle eBL, passata dal 7,5% nel 2024 all’11,2% nel 2026, segnala un progressivo consolidamento del processo di transizione, sebbene l’utilizzo congiunto di documenti cartacei ed elettronici rimanga diffuso.
L’interoperabilità, la principale sfida per il settore
Se l’utilità delle polizze di carico elettroniche è ormai ampiamente riconosciuta, la loro diffusione su larga scala incontra ancora ostacoli operativi.
La frammentazione delle piattaforme e la difficoltà di garantire l’interoperabilità tra sistemi diversi rappresentano la principale criticità emersa dalle risposte aperte dell’indagine. Seguono le questioni relative all’efficacia giuridica, alla verifica dell’autenticità dei documenti e alla possibilità di implementare le soluzioni digitali coinvolgendo un numero crescente di operatori.
Il punto non è più soltanto stabilire se una polizza di carico elettronica possa essere emessa e riconosciuta legalmente, ma assicurare che la titolarità, lo stato e il trasferimento del documento possano essere verificati in modo affidabile quando passa da una piattaforma all’altra e attraversa giurisdizioni differenti.
Un ecosistema composto da soluzioni digitali non interoperabili rischia infatti di riprodurre, in forma elettronica, le frammentazioni che la digitalizzazione dovrebbe contribuire a superare.
Il divario nel settore bancario resta significativo
Il settore bancario rappresenta uno degli ambiti in cui le difficoltà di adozione sono più evidenti.
Nel 2026, soltanto il 22,2% degli intervistati appartenenti al settore bancario dichiara di utilizzare le eBL almeno in parte, rispetto al 21,1% del 2024. La crescita è quindi limitata, nonostante la crescente consapevolezza dei vantaggi della digitalizzazione.
Per le banche, la possibilità di fare affidamento su una polizza di carico elettronica richiede garanzie non soltanto giuridiche, ma anche tecniche e operative. È necessario poter verificare il controllo del documento, la sua autenticità e la validità dei trasferimenti lungo l’intera catena, senza dipendere esclusivamente dalle funzionalità della piattaforma sulla quale è stato originariamente emesso.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per il trade finance, nel quale i documenti commerciali svolgono un ruolo centrale nelle operazioni di finanziamento e nella gestione del rischio.
Verso documenti elettronici realmente interoperabili
Per affrontare queste criticità, la FIT Alliance individua nell’interoperabilità la priorità strategica della prossima fase di sviluppo.
L’obiettivo è consentire alle polizze di carico elettroniche di circolare in modo sicuro ed efficiente tra sistemi, operatori e ordinamenti giuridici diversi, nel rispetto della pluralità delle soluzioni tecnologiche presenti sul mercato.
In questa prospettiva, il documento elettronico dovrebbe diventare un oggetto digitale strutturato, basato su standard condivisi e trasferibile tra piattaforme, anziché rimanere vincolato al sistema del fornitore che lo ha emesso.
Non si tratta di imporre un’unica piattaforma o soluzione tecnologica, ma di creare le condizioni affinché sistemi differenti possano comunicare e riconoscere i documenti in modo affidabile. Per riuscirci, saranno fondamentali la collaborazione tra gli operatori, l’adozione di standard comuni e la disponibilità di quadri giuridici coerenti.
Il contributo di ICC alla digitalizzazione del commercio
Attraverso la FIT Alliance e la propria Digital Standards Initiative (DSI), ICC contribuisce a promuovere standard condivisi e strumenti pratici per favorire l’adozione dei documenti commerciali elettronici e la loro interoperabilità.
L’indagine 2026, basata su 190 risposte validate raccolte attraverso le reti dei membri della FIT Alliance, offre indicazioni utili per orientare le prossime iniziative del settore. I risultati evidenziano che il progresso non dipenderà soltanto dalla disponibilità di nuove tecnologie, ma dalla capacità di costruire un ecosistema digitale affidabile e integrato.
Per le imprese, le banche e gli operatori della logistica, la possibilità di scambiare documenti elettronici senza interruzioni tra piattaforme diverse può rappresentare un passaggio decisivo verso processi più rapidi, sicuri ed efficienti.
La prossima fase della digitalizzazione del commercio internazionale non riguarda soltanto l’adozione delle eBL, ma la loro capacità di funzionare insieme. È su questa interoperabilità che si giocherà una parte importante dell’evoluzione futura del trade finance e delle catene globali del valore.
Leggi l’analisi completa: Electronic Bill of Lading adoption grows as focus shifts to interoperability – ICC.
