La domanda globale di critical minerals è in forte crescita, sostenuta dall’accelerazione della transizione energetica, dall’espansione delle infrastrutture digitali e dallo sviluppo dell’advanced manufacturing.
Minerali e metalli critici sono infatti essenziali per numerose tecnologie strategiche e per la realizzazione degli obiettivi di decarbonizzazione. Ma, parallelamente alla crescita della domanda, aumenta anche la complessità del quadro regolamentare che disciplina le relative catene di approvvigionamento.
Secondo il nuovo policy paper dell’International Chamber of Commerce (ICC), sono oggi oltre 100 gli standard e le iniziative di sostenibilità applicabili al settore dei minerali e dei metalli. A questo si aggiungono definizioni differenti, requisiti di due diligence e sistemi di tracciabilità che variano tra le diverse giurisdizioni.
Per le imprese attive lungo la catena del valore – dall’estrazione alla lavorazione, dal commercio all’utilizzo finale – questa frammentazione può tradursi in maggiore complessità, costi di compliance e incertezza, con un impatto particolarmente significativo per gli operatori di dimensioni più ridotte e per le imprese dei Paesi in via di sviluppo.
Verso maggiore coerenza e interoperabilità
Il policy paper ICC, Business priorities for responsible critical mineral supply chains, propone quindi sette priorità del business per contribuire a costruire catene di approvvigionamento dei minerali critici più resilienti, inclusive e responsabili.
Il primo obiettivo è riconoscere la varietà di interessi e condizioni presenti lungo la filiera, evitando approcci uniformi che non tengano conto delle diverse dimensioni, capacità e realtà operative degli attori coinvolti.
Una seconda priorità riguarda la necessità di armonizzare gli standard esistenti. Secondo ICC, i governi dovrebbero favorire la convergenza, il mutuo riconoscimento e l’interoperabilità tra sistemi, coinvolgendo nella definizione degli standard Paesi produttori e consumatori, imprese, società civile e comunità interessate. Nuovi standard dovrebbero essere introdotti solo quando rispondano a una reale esigenza del mercato.
Tracciabilità, circolarità e investimenti
Un ruolo centrale è attribuito anche alla tracciabilità. Sistemi interoperabili possono rafforzare la fiducia e facilitare la due diligence, evitando tuttavia di creare ulteriori oneri di compliance. ICC richiama in questo ambito l’importanza di infrastrutture digitali condivise e di processi inclusivi che garantiscano al contempo la proprietà e la riservatezza dei dati.
La terza area di intervento riguarda circolarità ed efficienza nell’uso delle risorse. Riciclo, recupero e maggiore efficienza dei materiali possono contribuire a ridurre le emissioni, l’impatto ambientale e i rischi di approvvigionamento associati all’estrazione primaria. Per questo, ICC invita a sostenere sia lo sviluppo delle filiere di recupero sia una produzione primaria responsabile.
Un ulteriore elemento riguarda la necessità di favorire investimenti responsabili nei critical minerals. Permitting complesso, incertezza regolamentare e frammentazione degli standard possono rappresentare ostacoli agli investimenti anche più rilevanti della disponibilità di capitale. ICC sottolinea quindi l’importanza di segnali di policy prevedibili, procedure autorizzative efficienti e strumenti finanziari capaci di sostenere progetti con solide performance ambientali.
Integrare minerali critici, clima e biodiversità
Le ultime due priorità riguardano il rapporto tra critical minerals, politica climatica e tutela della biodiversità. I minerali critici sono fondamentali per molte delle tecnologie necessarie alla transizione energetica, ma le politiche in materia di clima, industria, commercio e risorse naturali non sempre risultano sufficientemente coordinate.
ICC propone quindi di integrare maggiormente le esigenze legate ai critical minerals nei programmi di finanziamento climatico e nella pianificazione della transizione, riconoscendo il ruolo dei minerali prodotti responsabilmente nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
Parallelamente, la protezione della biodiversità e degli ecosistemi dovrebbe essere parte integrante dello sviluppo responsabile delle supply chain. Il policy paper richiama l’esigenza di una valutazione del rischio coerente e basata su standard internazionali, oltre a una migliore disponibilità e condivisione dei dati.
Sette priorità per supply chain più resilienti
Nel complesso, le sette priorità individuate da ICC riguardano:
- Riconoscere la varietà di interessi e condizioni lungo la catena del valore;
- Armonizzare gli standard esistenti e favorirne interoperabilità e mutuo riconoscimento;
- Rafforzare la fiducia attraverso sistemi di tracciabilità interoperabili;
- Promuovere circolarità ed efficienza nell’uso dei materiali;
- Favorire investimenti e sviluppo responsabili;
- Integrare critical minerals e politiche climatiche;
- Proteggere biodiversità ed ecosistemi.
L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un quadro globale più coerente, inclusivo e responsabile, capace di sostenere la crescita delle supply chain dei minerali critici senza aggiungere complessità non necessarie per le imprese.
In un momento in cui la disponibilità di critical minerals è sempre più strategica per la transizione energetica e digitale, per ICC la sfida non è soltanto aumentare l’offerta, ma creare le condizioni regolamentari e finanziarie affinché le relative catene del valore possano svilupparsi in modo resiliente, responsabile e accessibile anche agli operatori più piccoli e alle economie in via di sviluppo.
