In occasione della Giornata internazionale della protezione dei dati, che si celebra il 28 gennaio, si rinnova l’attenzione su un principio fondamentale: una tutela efficace dei dati personali deve rafforzare la fiducia, non creare nuove barriere.
Oggi circa il 60% del PIL globale è digitalizzato. In questo contesto, la frammentazione delle regole sulla protezione dei dati comporta costi economici reali, aumentando le spese per le imprese, rallentando l’innovazione e spingendo alla localizzazione dei dati senza necessariamente garantire una maggiore sicurezza o una migliore tutela dei diritti.
La strada da seguire è chiara: servono quadri normativi coerenti e interoperabili, capaci di proteggere le persone e, allo stesso tempo, consentire la libera circolazione dei dati oltre i confini nazionali. Un approccio armonizzato favorisce la fiducia, sostiene la competitività e rafforza la resilienza dell’economia digitale.
Fiducia e flussi globali di dati non sono obiettivi in contrasto, ma elementi che devono rafforzarsi a vicenda. Trovare questo equilibrio è essenziale per costruire un’economia digitale più sicura, inclusiva e sostenibile, in grado di affrontare le sfide di un mondo sempre più interconnesso.




